| La qualità della vita del paziente emicranico
L'emicrania ha un notevole impatto sulla vita quotidiana del paziente.
L'attività lavorativa, i rapporti familiari, le relazioni sociali, gli svaghi possono risultare vistosamente compromessi. Circa il 30% dei pazienti è costretto a rinunciare agli impegni sociali o familiari durante gli attacchi. Non solo. Il 24% segnala una ripercussione negativa sulla propria vita sessuale.
Ma il paziente viene condizionato dall'emicrania anche al di fuori dell'attacco, temendone la comparsa improvvisa. Proprio per questo, non è raro che si instauri una vera e propria condotta di evitamento che lo porta a rinunciare ad esempio a particolari cibi o bevande, ad evitare di esporsi al sole, di fare tardi la sera o, al contrario, di dormire troppo.
L'impatto dell'emicrania è estremamente importante anche sui familiari. E' stato calcolato che nel 76% dei casi il coniuge ha un impatto negativo con il problema. Spesso entra in ansia perché teme che l'attacco possa essere sintomo di una grave patologia organica, altre volte soffre nel constatare la disabilità del paziente.
Ma non dimentichiamoci che l'emicrania, paradigma del male sine materia, spesso non viene compresa o creduta, venendo considerata alla stregua di un disturbo psicologico, quasi che il paziente ne fosse il responsabile. Tutto questo impone una seria riflessione al medico che ha quindi il dovere di informare e sensibilizzare sul problema sia l'interessato che chi gli vive accanto.
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