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Il declino cognitivo, più lento negli emicranici

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare in una patologia così invalidante, il paziente emicranico "invecchia meno" dal punto di visto cognitivo rispetto alla media della popolazione. Lo sostiene uno studio statunitense pubblicato di recente sulla rivista "Neurology" (Kalaydjian A, Zandi PP, Swartz KL, Eaton WW, Lyketsos C. How migraines impact cognitive function: findings from the Baltimore ECA. Neurology. 2007 Apr 24;68(17):1417-24). Gli autori hanno studiato i rapporti tra emicrania e declino delle funzioni cognitive (termine con il quale si comprendono ad esempio la memoria, l'attenzione, le capacita di ragionamento ecc.) in uno studio longitudinale su un elevato numero di pazienti, dimostrando che gli emicranici, in particolare quelli con aura, partono sì da capacità di rievocazione a breve e lungo termine lievemente inferiori alla norma, ma "declinano meno" con le funzioni mentali genericamente intese rispetto ai non emicranici. Tutto ciò è stato dimostrato in pazienti con almeno 50 anni di età.

Quindi, paradossalmente, proprio un cervello che produce dolore per tutta una vita invecchia meno. Come spiegare ciò? Al momento si possono fare solo ipotesi:

  1. I farmaci sintomatici per l'emicrania, quali aspirina ed antinfiammatori, possono avere un effetto protettivo verso il declino delle funzioni mentali.
  2. I farmaci preventivi per l'emicrania, quali calcio-antagonisti, beta-bloccanti e neuromodulatori, possono proteggere il cervello.
  3. Gli emicranici assumono più spesso, rispetto ai non emicranici, supplementi quali coenzima Q, riboflavina e magnesio utili per il metabolismo delle cellule nervose
  4. L'emicrania costringe il paziente ad uno stile di vita più salutare, dovendo essere più regolare a tavola, nel bere, nel dormire, e di ciò se ne avvantaggiano le funzioni superiori.

Al di là delle ipotesi formulate dagli autori dello studio, si potrebbe però pensare, senza troppo sensazionalismo, ad altre 2, seppur remote, spiegazioni:

  1. Il paziente emicranico ha particolari "virtù mentali". In altri termini, ha in realtà una particolare ricchezza cognitiva. Non dimentichiamoci che il soggetto emicranico si caratterizza non solo per una inclinazione verso i disturbi ansiosi ma anche per intelligenza vivace, estro e creatività.
  2. L'emicrania "fa bene" alla specie umana? Questo è un apparente paradosso ma supportato da diverse osservazione in celebre lavoro scientifico dalla dr.ssa Elisabeth Loder (What is the evolutionary advantage of migraine? Cephalalgia. 2002 Oct;22(8):624-32) la quale non esclude un vantaggio evolutivo conferito dalla emicrania all'uomo che ne risulta affetto.

 

 
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