Emicrania e rischi ischemici
Non è raro che il paziente emicranico si rivolga al medico per paura che durante un attacco molto intenso possa rimanere vittima di un ictus cerebrale. Questa eventualità fortunatamente è così rara che ancora oggi gli studiosi discutono se il cosiddetto infarto emicranico esista veramente oppure no. Quello che è invece ben noto è che l'emicrania con aura è un fattore di rischio per le ischemie cerebrali. Non dobbiamo però pensare necessariamente all'ictus cerebrale devastante: in realtà, i soggetti con emicrania con aura, specie se con alta frequenza degli attacchi, possono mostrare più spesso alla risonanza magnetica lesioni ischemiche silenti (delle quali cioè non si sono accorti) nelle zone posteriori del cervello rispetto a soggetti senza mal di testa. Tuttavia, per questi motivi chi ne è affetto dovrebbe tassativamente abolire il fumo e non usare la pillola anticoncezionale.
Un recente studio condotto da Bigal e collaboratori pubblicato sulla rivista americana Neurology punta il dito su un aumentato rischio di fenomeni ischemici in generale nel soggetto emicranico. Secondo gli studiosi, infatti, nell'emicrania vi sarebbe anche un aumentato rischio di angina, infarto miocardico, disturbi circolatori arteriosi agli arti inferiori e, conseguentemente, un aumentato rischio di mortalità per causa cardiovascolare. Da cosa deriverebbe questo aumentato rischio? Gli autori considerano 2 possibili spiegazioni:
- un effetto dannoso sul cervello da parte di quel fenomeno elettrico cerebrale che sta alla base della aura (cortical spreading depression) e per il quale le cellule nervose della corteccia cerebrale si mettono prima a iperfunzionare per poi incrociare le braccia;
- gli individui con emicrania (in particolare quelli con la forma con aura) tendono ad essere più spesso ipertesi, diabetici e dislipidemici: questo significherebbe che l'emicranico ha anche la sventura di avere più fattori di rischio ischemico ma escluderebbe che l'emicrania in sé predisponga a questo rischio.
Dobbiamo preoccuparci allora? Le cose non stanno proprio così. Semmai questo significa che il soggetto con emicrania dovrebbe rivolgersi più spesso al medico per il proprio mal di testa (mentre le statistiche dicono che vi si rivolge solo il 50% dei pazienti!) per controllare e curare l'emicrania, migliorando quindi la qualità della propria vita; con l'occasione potrebbe controllare anche gli altri parametri che oramai conosciamo tutti bene (peso, pressione arteriosa, glicemia, colesterolo e trigliceridi ecc). Un motivo in più per stare bene e vivere a lungo!
Bigal ME, Kurth T, Hu H, Santanello N, Lipton RB. Migraine and cardiovascular disease: possible mechanisms of interaction. Neurology. 2009 May 26;72(21):1864-71. |