Cefalea e digiuno
Chi soffre di mal di testa ricerca spesso nella alimentazione la causa del proprio problema. Non è raro, ad esempio, che ricorra a diete drastiche o si sottoponga a test per le intolleranze alimentari. Anche se può sembrare sorprendente, tuttavia, è dimostrato che la prima cosa da evitare non è l’assunzione di determinati cibi ma proprio il digiuno. Infatti, secondo le statistiche, saltare il pasto è il 4° fattore scatenante dell’emicrania in ordine di frequenza dopo lo stress, le variazioni ormonali (nella donna) e le variazioni climatiche. Inoltre, esiste una vera e propria Cefalea da Digiuno.
Questo argomento è stato recentemente dibattuto da Torelli e collaboratori in una rassegna pubblicata sulla rivista Headache. La Cefalea da Digiuno si caratterizza per un dolore frontale o diffuso, non pulsante, di intensità lieve o moderata, che compare dopo un digiuno di almeno 16 ore e si risolve entro 72 ore dalla riassunzione del cibo. La cefalea da digiuno è più frequente in soggetti che soffrano già di altre forme di cefalea, in particolare di emicrania. In quest'ultimo caso il digiuno può innescare un attacco emicranico vero e proprio.
La Cefalea da Digiuno non sembra un problema di poco conto. In Danimarca, ad esempio, la cefalea da digiuno riguarda fino al 20% circa della popolazione. Per motivi ovviamente opposti, un’alimentazione regolare è poco frequente tanto nei paesi industrializzati (a causa dei ritmi lavorativi) che nei paesi meno sviluppati (per via della povertà). Particolarmente esposti a questo rischio sono inoltre i seguaci di alcune religioni, quali i musulmani nel corso del Ramadan (per 30 giorni devono astenersi completamente dal mangiare e dal bere dall'alba al tramonto ) e gli ebrei durante lo Yom Kippur (durante il quale devono astenersi totalmente dal bere e dal mangiare per oltre 24 ore, cioè da qualche attimo prima del tramonto al tramonto successivo, al comparire delle prime stelle).
Quale meccanismo scatena la cefalea in corso di digiuno? I pareri non sono concordi. Tuttavia un ruolo cruciale sembra essere giocato dalla variazione dei livelli di glicemia. Anche la sospensione dell’assunzione di caffeina (nei forti consumatori di caffè) ha certamente una sua importanza. Infine, non dimentichiamoci che il digiuno comprende anche la sospensione del bere, con conseguente relativa disidratazione. Nel caso della Cefalea da Digiuno il dolore alla testa diventa, quindi, un importante segnale di allarme per la protezione del cervello. Infatti, questo organo così attivo metabolicamente, non ha capacità di tenere da parte scorte di energia (come invece fa il muscolo con il glicogeno) ed entra subito in riserva. Il dolore in questo caso non è quindi “gratuito” ma rappresenta una sorta di “reclamo” per ricordarci le necessità metaboliche cerebrali.
Pazienti e medici devono essere bene sensibilizzati sulla necessità di una dieta corretta anche nei ritmi alimentari. Questo problema è certamente molto rilevante nelle cefalee dei bambini. I nostri figli sono, infatti, abituati a colazioni sbrigative, spesso con insufficiente apporto calorico in rapporto alle necessità della mattinata scolastica. Da ciò deriva la facilità con la quale la cefalea (specie l'emicrania) esordisce nella tarda mattinata o nel primo pomeriggio nei giovani e nei giovanissimi, quando “le pile sono già scariche”.
P. Torelli, Evangelisti A., Bini A., Castellini P., Lambru G., Manzoni G.C.
Fasting Headache: a review of the literature and new hypotheses. Headache 2009;49:744-752. |