Sapersi ascoltare
Il mal di testa è spesso il punto di confluenza della vita medica e della vita personale del paziente. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che gli aspetti biologici e quelli biografici del paziente si incastrano a vicenda in molti mal di testa. Se pensiamo all'emicrania è molto chiaro che lo scatenamento dell'attacco richiede la predisposizione biologica all'emicrania unita a fattori personali, quali lo stress, le variazioni ormonali, lo stile di vita ecc. Al medico spetta lo studio attento della parte biologica del mal di testa, ma al paziente spetta il compito di sapersi osservare ed ascoltare. Riconoscere ad esempio lo stile di vita e le circostanze che favoriscono la comparsa o il peggioramento del mal di testa (fattori scatenanti).
In sostanza è il paziente che ha il compito di raccogliere tutte le informazioni utili alla cura del proprio mal di testa. Ma raccoglierle non basta. Occorre registrarle in un diario che è importantissimo non solo per il medico (che sarà aiutato nella diagnosi e nella terapia) ma anche per il paziente che si potrà accorgere per esempio di soffrire di mal di testa solo nel weekend, o in giorni di particolare stress fisici o psichici (solo per citare alcune situazioni comuni) o che si renderà conto del buono o del cattivo funzionamento della cura che sta facendo. Penserete: e per capire come va una cura ho bisogno di compilare una cosa noiosa come il diario e non bastano mie impressioni? E' proprio così. Impressioni, appunto, non sempre realtà. Il paziente con mal di testa dice spesso che va tutto bene se nei giorni precedenti non ha avuto attacchi (mentre magari nel corso dell'ultimo mese le cose non sono in realtà andate bene), mentre dice che va tutto male se gli ultimi giorni non sono andati bene (mentre il mese precedente era andato magari benissimo).
Sapersi ascoltare vuole anche dire sapere cambiare, se e quando possibile. Una vita più ordinata può aiutare molto. Imparare a gestire le situazioni gravose o spiacevoli è fondamentale. Acquistare in morbidezza e indulgenza nelle relazioni verso gli altri e verso se stessi è un enorme passo avanti.
Ma esiste veramente qualcuno che riesca a modificare tutto ciò?
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