| Antinfiammatori a rischio
Forse non tutti sanno che l'uso degli antinfiammatori non steroidei (FANS) non è privo di rischi. Nemmeno per quanto riguarda gli apparentemente innocui prodotti da banco. I soggetti cefalalgici, soffrendo di una patologia a carattere solitamente cronico, possono quindi essere esposti ad un uso prolungato di questi farmaci.
I FANS non presentano solo il rischio di indurre gastrite o ulcerazione gastrica, come comunemente si reputa. In realtà lo spettro dei possibili problemi gastrointestinale è molto più ampio potendo comprendere esofagite, ulcerazioni e stenosi del tenue, malattia diverticolare ed esacerbazione di malattie intestinali infiammatorie, Inoltre, con i FANS l'incidenza di gravi complicanze gastro-intestinali è stimata intorno all' 1-4%/anno (Cryer, Curr Opin Gastroenterol 2000). Il rischio è aumentato in pazienti di età avanzata, in coloro che assumono alcol ed in soggetti con patologie concomitanti.
Tuttavia i problemi dell'apparato digerente sono solo la punta dell'iceberg dei possibili problemi indotti dall'uso cronico dei FANS. Esistono anche rischi di danno renale, epatico e di danno agli organi emopoietici. Ma soprattutto studi recenti pubblicati su prestigiose riviste scientifiche (Hippilsey-Cox, BMJ 2005; Graham, Lancet 2005; Mamdani, Lancet 2005) hanno evidenziato un aumentato rischio cardiovascolare con l'uso prolungato dei FANS per lo meno in popolazioni specifiche di pazienti.
Dobbiamo quindi entrare in allarme? Certamente no.
I FANS sono farmaci utili e a volte insostituibili. Ma occorre evitare nella maniera più assoluta il rischio della assunzione cronica. Pertanto stop alla automedicazione con analgesici da banco, ove possibile. Tra l'altro nella emicrania i FANS non solo non sono specifici ma, spesso, possono risultare inefficaci. In questo caso il gioco non vale la candela.
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