I grandi nomi del mal di testa
Bastano i nomi di Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, e quello del poeta Giacomo Leopardi? Se può consolare, chi soffre di mal di testa sappia di essere in buona compagnia, nel corso della storia.
Si sa che Freud soffriva di frequenti cefalee. Violenti mal di testa afflissero anche Leopardi il quale pare soffrisse anche di importanti sinusiti. Altro motivo di consolazione: il mal di testa non ha mai compromesso l'attività intellettuale. Le prove? Fredrich Chopin, celeberrimo compositore polacco, soffriva di ricorrenti violente cefalee oltre che di una importante depressione. Dobbiamo anche a queste malattie i suoi struggenti e romantici notturni?Perfino la micidiale cefalea a grappolo, cioè la cefalea da suicidio, non fermò la grande scrittrice inglese Virginia Woolf la quale cominciò a soffrirne a trent'anni, nel 1912, non appena si sposò. Ma non c'è alcuna certezza che le due cose siano da mettere in relazione tra di loro... Certo è invece che la cefalea portò Virginia vicina al suicidio per abuso di farmaci.
Mal di testa anche per grandi scienziati come Charles Darwin, ma anche per grandi riformatori e rivoluzionari. Girolamo Savonarola ne soffrì sempre molto (ne imputava la causa ad una deformità nasale) anche Giovanni Calvino, nelle sue perenni fughe attraverso tutta l'Europa, ebbe spesso come compagna di viaggio la cefalea.
E nell'antichità? Le cose non andavano bene nemmeno nell'Olimpo greco. Per porre fine a un ferocissimo mal di testa, secondo il mito, Giove arrivò a chiedere a Vulcano di aprirgli la testa con un colpo di ascia. Una decisione felice, sempre secondo il mito, perché dalla sua testa uscì Minerva, dea della sapienza, con elmo, lancia e scudo.
Più documentate, attraverso i papiri, le crisi dolorose del faraone Amenophis IV. Era sposo della splendida Nefertiti, il cui volto ci è giunto attraverso un busto conservato in un museo di Berlino.
Documentate anche le ricerche mediche condotte nell'antichità sul mal di testa. Ippocrate e la scuola medica di Kos ipotizzarono che le infiammazioni del naso e dell'orecchio potessero essere all'origine del mal di testa ed è del I secolo dopo Cristo una precisa definizione dell'emicrania data da Areteo di Cappadocia: "L'emicrania si distingue dalle altre forme di cefalalgia per la sua sede e la sua intermittenza; essa sopraggiunge a intervalli più o meno lunghi e si limita a una sola metà del cranio". Nel Rinascimento si parlava di "pietra della follia" per indicare l'osteoma, una formazione ossea benigna di non raro riscontro e che si ipotizzava causasse violenti mal di testa al punto che c'erano barbieri-cerusici che non esitavano ad estrarlo.
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