MINERVA (Misura dell'Impatto Negativo dell'Emicrania su Relazioni sociali, Vita quotidiana e Approccio terapeutico) è la prima indagine internazionale ad essere condotta in nove Paesi su 1810 donne emicraniche, lavoratrici o studentesse tra i 18 e i 35 anni. L'indagine, svolta nel 2004 e promossa da un pool di Associazioni di Pazienti appartenenti ai Paesi coinvolti nel progetto (Germania, Finlandia, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Israele, Spagna e Svezia), offre uno spaccato fedele sull'impatto negativo dell'emicrania sulla qualità della vita delle donne. Per l'Italia hanno partecipato l'Associazione Italiana per la lotta contro le Cefalee (AIC) e la Lega Italiana Cefalalgici (LIC).
L'indagine Minerva ha raccolto dati per quanto riguarda l'impatto dell'emicrania sulla qualità della vita focalizzandosi in particolare su cinque ambiti:
Ma l'emicrania del terzo millennio non deve "rovinare" la vita di chi ne soffre, a patto che sia trattata correttamente. Su questo fronte dagli esperti arrivano messaggi tranquillizzanti. Oltre alla possibilità di prevenire le crisi con profilassi mirate, infatti, esistono particolari farmaci, i triptani , estremamente efficaci nel trattamento delle crisi emicraniche.
A patto che vengano utilizzati correttamente e che sia il medico a indicarne l'utilizzo. "Per un trattamento ottimale occorre che il paziente venga seguito da un medico e non si lasci andare al 'fai da te' che, oltre a risultare pericoloso, abbassa anche la possibilità di controllare al meglio le crisi" - è il parere di Gennaro Bussone, direttore del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche dell'Istituto Nazionale Neurologico Carlo Besta, Milano. |